A quasi 10 anni dalla prima firma, fatta da La Formica con il Tribunale di Rimini, per l’iscrizione della cooperativa nell’elenco degli enti convenzionati al lavoro di pubblica utilità nella Provincia di Rimini – poi rinnovata più volte – si fa il punto sul bilancio 2021 e sulle attuali presenze in cooperativa di questa importante forma di giustizia ripartiva.

Una disponibilità a costruire percorsi di riabilitazione, perfettamente in linea con la mission della cooperativa, che fu data nel settembre 2011, a pochi mesi – giugno 2011 – dalla firma del protocollo d’intesa tra il Tribunale di Rimini, la Procura della Repubblica, l’Ordine degli Avvocati e la Camera Penale che dava il via all’attuazione del decreto legislativo 285/1992.

Stiamo parlando di un’attività importante, che rappresenta un’efficace forma di volontariato attraverso un impegno fattivo e solidale: riparare le conseguenze, o gli effetti, di un comportamento illecito. Una convenienza che ricade anche sulle organizzazioni dove sono inseriti i lavoratori di P.U., perché possono usufruire,  gratuitamente, di una o più persone a supporto delle attività ordinarie, che sono sia sociali che di pubblica utilità. I benefici poi si riflettono di conseguenza anche su tutta la comunità, considerata la tipologia di servizi che genericamente le realtà sociali svolgono per il proprio territorio. È un sistema virtuoso che contribuisce a creare una cultura diffusa delle problematiche sociali e un reale senso d’inclusione. Ma il vantaggio più significativo probabilmente è legato alla crescita personale dei lavoratori che si ritrovano a vivere dentro una realtà sociale, comprendendo appieno il significato di una scelta solidale e non solo di riparazione del danno causato.  Una lezione di vita in cui, mettendo a disposizione gratuitamente le proprie competenze, si può avere la possibilità di sentirsi meno individui, più integrati nella comunità e partecipi di un cambiamento interno ed esterno.

L’elenco dei Lavori di Pubblica Utilità del Tribunale di Rimini è formato attualmente da 50 enti del territorio (dato aggiornato allo scorso 8 febbraio 2022) divisi fra comuni, associazioni, consorzi ed imprese sociali.  Un caleidoscopio di realtà genuine del territorio riminese – attente al sociale – tra cui sono presenti ben 13 tra cooperative sociali e consorzi. Imprese che, per le loro caratteristiche, sono già geneticamente predisposte ad accogliere e strutturare, nella loro organizzazione, percorsi lavorativi di questo tipo. Sono innumerevoli i benefici provenienti dai lavori di pubblica utilità, a cominciare dal condannato stesso che, adempiendo agli obblighi stabiliti dal Giudice, in un determinato periodo con orari di lavoro ben definiti, può ottenere il dimezzamento del periodo di sospensione della patente, la revoca della confisca del veicolo se prevista per i casi più gravi e l’estinzione immediata dalla fedina penale del reato ascritto.

A questa importante adesione si aggiunge anche quella per la cosiddetta ‘messa alla prova’, un’altra particolare forma di sospensione del procedimento penale, con cui l’imputato viene affidato all’ufficio di esecuzione penale esterna (UEPE), per lo svolgimento di un programma di trattamento che prevede alcune attività, obbligatorie, tra cui anche l’esecuzione del lavoro di pubblica utilità.  Anche in questo caso La Formica ha attivato dal 2015 una convenzione con il Tribunale di Rimini che è stata già rinnovata per tutte le tipologie dei suoi servizi. Sono 23 in tutto le realtà della provincia di Rimini che in questo caso sono convenzionate con il Tribunale, (dato aggiornato al luglio 2021), tra queste 10 sono imprese sociali.

Sin dal primo anno di adesione alla convenzione risultano tante le persone che si trovano nelle condizioni previste dalla procedura penale, che vengono accolte in questi tipi di percorsi al contempo formativi e rieducativi.

Sono stati 13 in tutto in Formica gli inserimenti per i lavori di pubblica utilità fatti nel 2021, con un totale di 243 giornate di lavoro. Persone che vengono formate con corsi sulla sicurezza e sulle mansioni da svolgere e dotate di tutti i dispositivi di protezione individuale previsti dalla norma  (19 erano i percorsi attivati nel 2020). Per la ‘messa alla prova’ invece parliamo di 10 percorsi attuati nello scorso anno, con un totale di 331 giornate di lavoro, (erano 11 quelli dell’anno precedente). Anche in questo caso è prevista una specifica formazione e un addestramento sulla sicurezza, ma si tratta di percorsi che solitamente possono prevedere periodi anche più lunghi rispetto a quelli di PU. Attualmente – in questo inizio 2022 – in cooperativa sono 6 i tutto i percorsi attivi per i lavori di P.U. e 14 quelli per la ‘messa alla prova’.

Tra le cause che portano a questo tipo di rapporto con il Tribunale e poi con la cooperativa ce ne sono diverse, alcune di queste hanno a che fare con violazioni al codice della strada che hanno rilevanza penale, come ad esempio la ‘guida in stato di ebbrezza’. Un problema che vede coinvolti spesso anche ragazzi giovani che, ad un certo punto della loro vita, si vedono costretti a ricorrere a questo tipo di giustizia ripartiva e – per un periodo limitato – devono affiancare il servizio in cooperativa, allo studio oppure al loro normale lavoro quotidiano. Un’esperienza difficile, in cui si sacrificano molto, ma che il più delle volte li porta ad una crescita personale non indifferente, a contatto con problematiche sociali vere e con la possibilità di vedere da vicino cosa vuol dire la parola inclusione.

Come ad esempio è accaduto a “Luigi” (nome inventato) che ha svolto il periodo di lavori di PU in cooperativa e, mantenendo l’anonimato ha voluto commentare:

“La mia esperienza personale in Formica non è andata male, anzi tutt’altro. Certo è stata dura,  per i lavori un po’ ripetitivi che mi hanno affidato come ad esempio la pulizia dei parcheggi degli automezzi, e anche perché ho dovuto affiancare questo impegno al mio normale lavoro quotidiano che già è difficile. Forse avrei voluto di più girare con il camion dei rifiuti in affiancamento al personale di ruolo ma purtroppo non è stato sempre possibile. Alla fine credo di aver fatto un’esperienza importante, ho conosciuto persone gentili che mi hanno capito e anche aiutato in alcuni casi quando ero in difficoltà. Ho visto un’azienda seria che mi ha messo in condizioni di lavorare al meglio ed i n sicurezza, fornendomi, anche se sono stato con loro per un periodo limitato, della divisa e di tutti i dispositivi di protezione necessari. Ho conosciuto una nuova realtà sociale che prima non conoscevo e che ho visto molto attiva sul territorio con tanti servizi per la città”.

Un’esperienza che pesa molto anche sulla famiglia:
“Tutto è iniziato con la frase – Mamma, stanotte mi hanno ritirato la patente – era una domenica mattina e quel momento lo ricordo bene perché la tempesta di stati d’animo che mi procurò quella frase non la dimenticherò facilmente.  All’inizio molta rabbia e delusione per la situazione in cui Luigi si era cacciato e ci aveva messo anche come famiglia. Poi lo smarrimento provato di chi si trova in una situazione mai vissuta prima in cui non si sa bene come muoversi e dove iniziare a raccogliere informazioni. Abbiamo iniziato con  telefonare ad amici e parenti che erano già passati da questa esperienza. Per fortuna a Rimini ci sono realtà sociali  come La Formica, che oltre ad accogliere chi si è trovato in questa situazione, sono in grado anche di fornire tante informazioni e indicazioni utili sulle diverse cose da fare.  L’errore commesso da nostro figlio non ha avuto conseguenze gravi né per lui, né per altre persone. A volte si sbaglia nella vita e può capitare a tutti, prima o poi. Ma quello che è importante è non fare finta di niente ma prendere coscienza, con il proprio figlio,  dell’accaduto. Stimolare la responsabilità e aiutarlo a farsi carico delle conseguenze, vedendole come un’opportunità di crescita personale e di maturazione.  Un’opportunità per prendere coscienza, migliorarsi, ed evitare che in futuro accada di nuovo.”

e.v.