Prof.ssa.  lei si è trovata a fare un lavoro molto particolare, che è quello della correzione dei compiti fatti dai ragazzi. Ci può raccontare che cosa è emerso da questi lavori?


Ho fatto il mio lavoro consueto che è quello di correggere la parte formale, perché i ragazzi spesso scrivono in maniera molto istintiva, molto naturalistica, per cui a volte bisogna riordinare la struttura della frase, del periodo, collegare un po’ meglio le varie parti. In realtà quello che è emerso in maniera molto interessante, e che ho notato essere presente in tutte e quattro le relazioni, è stata la valutazione dei ragazzi stessi sulla loro attività svolta. E’ una cosa che raramente succede. Tutti hanno osservato di aver imparato a lavorare insieme, rispettando anche i tempi reciproci e le diversità e quindi le caratteristiche dei singoli. Questo è un fatto che a scuola non avviene molto spesso o per lo meno non avviene in modo sistematico, in modo costante. E’ una cosa che ho notato con piacere, che ho riferito a loro proprio ieri mattina, parlando della sintesi di questo lavoro. Credo sia una competenza molto interessante. Questo è stato percepito proprio come valore nuovo che li ha anche un po’ stupiti, una cosa che non avevano messo in conto di poter realizzare.

Professor Paolo Correggioli e professor Marchetti Pier Angelo. La novità vera di questo progetto è la valutazione che questa volta viene fatta insieme ai dirigenti ed ai responsabili della cooperativa. Come è avvenuta questa parte del progetto?


I ragazzi hanno prodotto una serie di documenti e quindi valuteremo l’aspetto formale di questa produzione e poi dovranno esporre il loro lavoro. Quello che noi andremo a valutare sono questi due aspetti: uno più specificatamente tecnico, cioè se hanno saputo interpretare lo spirito cooperativo, se hanno saputo produrre i documenti specifici di una cooperativa, ed in secondo luogo quelle  capacità relazionali, le abilità di esposizione, se sanno rendere conto del loro lavoro, come lo comunicano. A posteriori possiamo valutare quello che è stato il loro impegno nel fare il lavoro. Cioè hanno dovuto lavorare in gruppo e quindi hanno dovuto mettere in pratica in questo caso lo spirito cooperativo che poi hanno estrinsecato nella loro produzione.

Professor Marchetti Pier Angelo insegnate di matematica.

Anche se nella mia materia non sono stati collegati direttamente, effettivamente ho potuto constatare che è emerso un positivo spirito di lavoro di gruppo. Rispetto alle richieste che sono state fatte ai ragazzi, le risposte sono state soddisfacenti. Probabilmente anche l’ambiente diverso in cui si sono trovati ha contribuito a  far raggiungere dei risultati molto diversi da quelli che avrebbero raggiunto  a scuola.