Nella giornata dedicata alle persone con Sindrome di Down, parte il progetto di riqualificazione dell’area esterna alla Coop delle Celle

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Non deve essere stato difficile dopotutto scegliere, come giorno d’inizio lavori di un parco giochi inclusivo, proprio la giornata nazionale della persona con Sindrome di Down. Una data quasi scontata se poi scopri che c’è di mezzo anche l’associazione riminese ‘Crescere Insieme’ che da anni è testimone sul territorio dei valori legati alla diversità, all’integrazione e si impegna per promuovere le tante sfumature che porta con se la parola ‘inclusione’. 

Tutto nasce nasce dalla collaborazione tra Coop Adriatica, Figli del Mondo e l’Associazione Crescere Insieme Onlus. L’occasione è quella d’inaugurare la ristrutturazione del supermercato Coop che ha deciso di allargare i lavori anche all’area esterna e ha pensato bene di coinvolgere l’Associazione nella progettazione di un area inclusiva dedicata anche ai bambini con disabilità. Una piazza che non sarà solo un punto d’incontro per il quartiere ma aspira ad essere molto di più. Con una parte dedicata al verde e un’altra dedicata a giochi inclusivi, accessibili fisicamente a tutti i bambini. Un luogo di gioco allegro, perché colorato, grazie alle colonne del porticato della Coop decorate con i dipinti di Mattia Luparia, che dipinge utilizzando le ruote della sua sedia a rotelle.

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E’ davvero un progetto d’integrazione a 360 gradi perché l’dea non è solo quella di ridisegnare la piazzetta secondo le necessità di tutti, dove bambini con disabilità potranno giocare insieme ai loro coetanei, senza limitazioni d’accesso, ma anche quella di far lavorare, poi per le operazioni di manutenzione che seguiranno, i ragazzi con disabilità intellettiva legati all’Associazione. 

Crescere insieme ha già da anni avviato progetti inclusivi di lavoro, come quello legato al marchio Valemour, una formula che sta avendo un successo straordinario, donando autonomia e indipendenza a chi, secondo discutibili logiche di assistenza, dovrebbe essere relegato dentro i centri diurni. Un modello d’integrazione lavorativa che è partito anche qui a Rimini nel laboratorio allestito dalla Coop. Soc. La Formica, dove Veronica e Alex si occupano di dipingere i teli destinati a realizzare scarpe per le linee di produzione del marchio Geox. Sarà propio La Formica, partner dell’Associazione anche per questo progetto, ad occuparsi dei  lavori di manutenzione del parco,  e a gestire gli inserimenti lavorativi con i ragazzi di Crescere Insieme, con la stessa formula vincente  di Valemour.

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Questo è il modello che s’intende replicare.  Questa è la strada indicata ieri all’inaugurazione  della nuova Coop, proprio nella Giornata Nazionale della Persona con sindrome di Down, dove tutti  presenti hanno sottolineato l’importanza di ciò che rappresenta questo progetto. Una rete che unisce reciprocità, capacità creativa e risorse. Esempio di un legame forte fra mondo profit e mondo no profit. E’ stato proprio sul concetto di ‘economia delle relazioni’, nelle sue diverse declinazioni, il tema su cui si sono concentrati gli interventi dell’Assessore Regionale Emma Pettini, del vicepresidente della Coop Adriatica, Elio Gasperoni, del presidente della Camera di Commercio di Rimini, Fabrizio Moretti, di Sabrina Marchetti e del presidente del marchio sociale Valemour, Marco Ottocento. Nell’ambito dell’evento c’è stata anche l’inaugurazione dello spazio di Seminar libri, la biblioteca libera e gratuita della Coop di Celle.

Una giornata dedicata alla persona con Sindrome di Down che è proseguita poi ancora nel pomeriggio in piazza Tre Martirii, dove l’Associazione Crescere Insieme ha allestito il gazebo informativo con laboratori artistici per bambini con diversi pittori fra cui anche Maurizio Minarini.

Non poteva che finire nel migliore dei modi questa giornata dedicata interamente all’inclusione. Iniziata con un grande esempio di responsabilità sociale, dove diversi attori della vita economica della città, hanno iniziato a parlarsi con la stessa lingua, hanno unito le proprie forze, formando le diverse gambe di un welfare sociale che sta in piedi da solo e che vede nel gioco inclusivo e nel il lavoro sociale una tipo di disabilità che svolge finalmente il sua vera funzione educativa.  Quella di insegnare a vivere.